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Fillofagi

Maggiolino

Nel 2024 il maggiolino (Melolontha melolonta L.), protagonista di episodiche pullulazioni ai danni di piante da frutto ma anche forestali, è rimasto in condizioni di latenza.

Microlepidotteri

La tortrice grigia del larice (Zeiraphera griseana), caratterizzata in ambiente alpino da cicli di gradazione di 8-9 anni, porta nei lariceti puri d’alta quota a vistosi ingiallimenti delle chiome, l’ultima volta negli anni 2017 e 2018. La pianta reagisce prontamente con l’emissione di nuove foglie, che però hanno un contenuto nutrizionale nettamente inferiore e sono in generale poco appetibili. Questo provoca nell’insetto una mortalità elevatissima, con il rientro del medesimo in uno stato di latenza che ancora permane.

Nessuna segnalazione della tignola del larice (Coleophora laricella), altro microlepidottero specifico del larice; si conferma qui la tendenza degli ultimi anni. 

Macrolepidotteri

Nessun attacco da registrare per il 2024. Tali pullulazioni hanno una periodicità di 10-20 anni, perlopiù a carico dei boschi a medio fusto di latifoglie di Val d’Adige e d’Isarco.

Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)

Processionaria del pino
Processionaria del pino

La processionaria del pino è diffusa nella parte più mite della provincia; da noi attacca perlopiù pino silvestre e pino nero; anche il cedro è una possibile pianta ospite. La larva di questo lepidottero a distribuzione mediterranea si sviluppa a cavallo dell’inverno nutrendosi delle foglie più esterne della pianta ospite, dove costruisce i caratteristici nidi; la pianta è in grado di sopportare il danno, anche in caso di defogliazione totale, ma ne risulta indebolita. L’unico momento in cui si può entrare in contatto con queste larve è la processione di incrisalidamento, con cui cercano riparo nella lettiera per condurre la metamorfosi. Tali larve sono provviste di peli urticanti che in condizioni di stress vengono liberati nell’aria. Il contatto dei peli con pelle e mucose provoca spiacevoli irritazioni ed eritemi e, in caso di soggetti sensibili, può richiedere le cure dei sanitari. Questo rende necessari, in determinati casi, degli interventi di contenimento della popolazione. È quanto si è fatto nel settembre 2023 sui rimboschimenti a pino nero del Sonnenberg in Val Venosta, dove si è irrorata da mezzo aereo una sospensione di spore di Bacillus thuringiensis. Tale prodotto biologico è innocuo per uomo e mammiferi e ha un basso impatto sugli altri insetti del bosco, molti dei quali in quella stagione sono già in dormienza.  Il trattamento è stato coronato da successo; i rilievi dei nidi presenti in zona danno già per il secondo anno risultati tranquillizzanti.

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